UNA VITA PER L’INFANZIA DIVERSA
di Francesco Lauro
Giuseppe Ferruccio Montesano, nacque a Potenza il 4 Ottobre 1868. Suo padre, Leonardo
Montesano, esercitava in cittá la professione di Avvocato e, colpito dalla grave
sventura di perdere in giovane età la moglie, si unì in seconde nozze con la graziosa
Isabella Schiavone anch’essa lucana proveniente da Ferrandina in terra materana.
La loro unione generó una numerosa prole composta da ben cinque figli maschi e quattro
femmine, educati tutti nella osservanza delle rigide regole della borghesia lucana
di quell’ epoca ancora in parte legata ai canonici noni borbonici del Regno delle
Due Sicilie.
Famiglia tipica di intellettuali fu quella dei Montesano che dalla terra lucana
seppero trarre tutte le loro migliori doti di pronta ed acuta intelligenza come
anche di integritá e di modestia. I figli maschi, ricchi di codesto bagaglio, dimostrarono
ben presto vive attitudini allo studio raggiungendo brillantemente il traguardo
della laurea: due seguirono le tracce paterne diventando avvocati, un altro si dedicó
alle scienze matematiche ed altri due intrapresero gli ippocratici studi conseguendo
entrambi la laurea in Medicina.
Diverso fu il destino delle figlie femmine che, imbrigliate ancora dalle tradizioni
autoritarie della borghesia intellettuale inflessibile nell’ assegnare alle ragazze
ruoli subalterni e tradizionali, fu consentita loro la frequenza scolastica fino
alle classi ginnasiali, permettendole solo di continuare a coltivare la pratica
di alcune arti casalinghe quali la musica, la pittura e lavori di ricamo (trine
e merletti).
Giuseppe, il piú esile e delicato dei fratelli, crebbe nella sua Potenza e, completati
gli studi ginnasiali, si trasferí a Roma per iscriversi alla Facoltá di Medicina
che ben presto trovó congeniale alla sua natura di uomo e di studioso. Compiuti
brillantemente gli studi universitari inizió a lavorare nell’ Istituto di Igiene
diretto dal Prof. Angelo Cellì ove ebbe la fortuna di incontrare, nell’anno 1896,
la neo dottoressa Maria Montessori, giá famosa in quel tempo per essere stata la
prima donna in Italia a conseguire la Laurea in Medicina e Chirurgia.
Tra i due novelli medici nacque subito un naturale sodalizio di simpatia e di pensiero
scientifico tanto da indurli a trasferirsi all’ Istituto di Clinica Psichiatrica
ove incontrarono Sante de Sanctis, giá primo aiuto del Direttore Prof. Ezio Sciamanna.
Fu proprio la formazione di questo famoso trio che generó quella "grande linfa"
che trasmise alla scienza medica psichiatrica quell’ interesse per i problemi annessi
all’ educazione ed all’ assistenza dei bambini con disturbi psichici. Cosí fu per
merito di questi pionieri come Maria Montessori, Giuseppe Montesano e Sante de Sanctis,
che l’ Italia si trovó all’ avanguardia in questa materia.
Giá nel 1898 sorse "l’Associazione Romana per Anormali Psichici Poveri’ promossa
da Sante de Sanctis che nel successivo anno 1899 realizzó i suoi primi "Asili Scuola"
istituendo all’interno i primi consultori di neuropsichiatria infantile, nei quali
si sviluppava un’ azione di consulenza attraverso un lavoro d’ equipe dove il medico,
l’insegnante e lo psicologo collaboravano nel lavoro diagnostico, pedagogico ed
educativo.
A tal riguardo si deve al Montesano il grosso merito di aver intuito la necessitá
della formazione di insegnanti specializzati per bambini con disturbi psichici e
così nell’anno 1900 venne istituita la prima "Scuola Magistrale Ortofrenica" diretta
dallo stesso ideatore e fondatore Montesano.
Se in Italia, giá all’alba del XX secolo era attivo questo movimento scientifico,
all’ estero bisognó attendere ancora un ventennio prima che l’ interesse per l’infanzia
anormale si diffondesse. A Mosca solamente nel 1921 fu realizzato il primo "Asilo
psicoanalitico" diretto da Vera Schmidt, negli Stati Uniti bisognó attendere addirittura
l’anno 1925 per la nascita delle prime cliniche per la consultazione in materia
infantile connesse al comportamento anormale. Intanto il Montesano, che nell’ anno
1898 era risultato vincitore del concorso a Primario nel Manicomio di Santa Maria
della Pietá in Roma, si trovó a collaborare strettamente con il Direttore Clodomiro
Bonfigli, clinico di chiara fama che giá l’ anno precedente aveva portato alla Camera
dei Deputati la questione dell’assistenza dei deficienti. Se Sante de Sanctis, successivamente
orientò il suo interesse più specificamente verso la ricerca scientifica psichiatrica
e psicologica, l’ obiettivo di studio del Montesano e della Montessori restó la
deficienza infantile e delle varie ipotesi di cura ed educazione.
Furono proprio gli studi di questa straordinaria coppia di professionisti ad ispirare
l’iniziativa del carismatico Prof. Clodomiro Bonfigli alla fondazione della "Lega
Nazionale per la Protezione dei Fanciulli Deficienti" che si proponeva di organizzare
appositi Istituti per l’assistenza dei deficienti. Cosí nell’anno 1901 nasceva a
Roma il primo Istituto Medico Pedagogico voluto dal Bonfigli e sorto con la preziosa
e fattiva collaborazione della Montessori e del Montesano che, attraverso la sua
Scuola Magistrale Ortofrenica, prima in Europa, da lui fondata nell’anno precedente,
fornì le prime insegnanti adeguatamente specializzate per tal compito.
Le stesse insegnanti, successivamente furono giustamente destinate all’ insegnamento
nelle classi differenziali, anche queste volute e create dal Montesano nel 1907
per i ’soggetti mentalmente ritardati e disadattati’ che con le loro difficoltá
di apprendimento ed integrazione nell’ ambiente scolastico, rappresentavano un elemento
di disturbo durante il normale svolgimento delle lezioni.
Nonostante i suoi onerosi impegni professionali, il Montesano non tralasció mai
l’ambiente universitario, impegnandosi in una vasta attività di ricerca e di pubblicazioni
nel campo psichiatrico tanto da raggiungere nell’ anno 1909 l’ambito onore della
libera docenza nella Clinica Psichiatrica della Regia Università di Roma.
Terminata la Prima Guerra Mondiale, in una Italia vittoriosa ma material mente e
moralmente ferita, ritroviamo ancora il generoso e tenace pro fessore tra i promotori
dell’ "Opera Nazionale per l’Assistenza agli Orfani di Guerra Anormali Psichici",
e per suo merito furono istituiti Istituti Medico Pedagogici , il ’Gaetano Giardino’
a Roma ed il "Giovanni Pascoli" a Fornaci di Barga. br />
Nell’anno 1923, dopo ben 25 anni di primariato nell’Ospedale di SantaMaria della
Pietá, lasció il prestigioso incarico per dedicarsi piú com piutamente alla sua
attivitá rivolta alla ricerca scientifica, alla pratica psichiatrica, alla consulenza
in numerose Case di Cura in tutta Italia, ma soprattutto egli profuse tutto il suo
impegno di cultura e di esperienza per la sua preferita creatura "La Scuola Magistrale
Ortofrenica" che fu fucina di tanti allievi sempre attenti ad apprendere gli insegnamenti
del Maestro.
Tra le sue collaboratrici più devote si ricordano i nomi di Gina Mangili e Maria
Teresa Rovigatti, preziose nel creare tecniche e sussidi didattici atti a facilitare
lo sforzo di apprendimento ai minorati. Non bisogna dimenticare che nell’anno 1938
egli si adoperó perché avesse vita l’iniziativa del commendatore Vincenzo de Falco
di fondare in Roccapiemonte "Villa Silvia" il primo Istituto medico-pedagogico del
Mezzogiorno d’ Italia.
La sua lunga vita é stata costellata di una miriade di riconoscimenti, onorificenze,
cariche istituzionali e scientifiche, l’ elenco sarebbe lungo, ne ricordiamo solo
alcuni esempi. Nell’ anno 1948, come riconoscimento della sua preziosa e vetusta
collaborazione attraverso le magistrali conferenze all’ Universitá Popolare di Roma
ne fu assunto alla Presidenza.
Fu membro d’ onore della Federazione Mondiale per la sanitá mentale, ancora nell’
anno 1958, in riconoscimento dei suoi meriti di educatore, gli fu conferita la medaglia
d’ oro ai benemeriti della scuola e della cultura. Il giorno nove del mese d’ agosto
1961, alla veneranda etá di novantatre anni, il grande maestro terminóil suo lungo
cammino terreno, lasciando indelebile il ricordo della sua illuminata sapienza e
della sua instancabile operositá, ma soprattutto della sua limpida umanitá ed amore,
così bene espressi, verso quei bambini meno fortunati che hanno visto in lui un
padre che gli ha sempre teso la mano che li tragga dall’ abisso della loro difficoltosa
esistenza.